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Giovanni Liguori

Formazione AI e sviluppo su misura · Bergamo, Italia

Automazione processi · PMI e studi · Italia

Automazione dei processi: il limite non è il software, è il processo mai scritto.

Prima si cancella quello che esiste per abitudine, poi si scrive la procedura, infine si automatizza il pezzo che conviene. Un passaggio inutile automatizzato resta inutile, e va pure mantenuto.

processi sul mio sistema di agenti
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in piedi da febbraio
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I casi, con i numeri dichiarati

Di cosa parliamo

Automatizzare non è aggiungere un software. È togliere lavoro.

Automatizzare un processo vuol dire questo: un lavoro che oggi qualcuno fa a mano ogni settimana, domani non lo fa più nessuno e il risultato arriva lo stesso. Meno lavoro, non un software in più.

Il candidato giusto è quasi sempre quello noioso: ripetitivo, con regole stabili e un output verificabile. Se ogni volta serve una decisione diversa, l'automazione diventa fragile.

Cosa si automatizza

I processi noiosi sono i migliori. Quelli interessanti quasi mai.

  1. Report e rendicontazioni ricorrenti

    Il dato c’è già, nel gestionale o nel foglio condiviso. Manca il pezzo che lo raccoglie ogni settimana e ti scrive solo se qualcosa si è mosso.

  2. Contenuti e pubblicazione con controllo di qualità

    Non generare testo, ma la catena: raccolta, verifica dei claim, controllo di stile, pubblicazione e log. Senza controlli si sbaglia solo più in fretta.

  3. Sorveglianza e allarmi su quello che si rompe

    Un processo automatizzato senza monitoraggio smette di funzionare in silenzio. Qui si decide chi controlla, quando avvisa e quando resta zitto.

  4. Passaggi di dati fra sistemi che non si parlano

    La mail che diventa una riga in tabella, il modulo che finisce nel CRM. Poco affascinante, ma le ore recuperate si contano subito.

Il metodo

Quattro passi sul processo, e il primo non tocca nessuno strumento.

  1. Si cancella

    Ogni passaggio che esiste per abitudine esce dal flusso. A volte il processo ripulito non vale più un progetto: anche quello è un risultato.

  2. Si scrive la procedura

    Input, passaggi, criterio di uscita, chi verifica. Leggibile da una persona nuova e da un agente.

  3. Si automatizza il pezzo che conviene

    Il pezzo con il miglior rapporto fra ore recuperate e fragilità. Lo strumento lo sceglie il lavoro: uno script, un orchestratore visuale o codice su misura.

  4. Si mette un guardiano e si guarda girare

    Ogni automazione ha un modo dichiarato di fallire: cosa succede se la fonte non risponde e come te ne accorgi. Poi si osserva per qualche ciclo reale.

Devi girare costo, rientro e manutenzione a chi firma? La scheda per chi firma sta in una pagina, senza modulo.

Lo stesso ordine vale sul mio sistema, e a volte mi porta a spegnere automazioni scritte da me. Cancellare è il passo che nessuno vende.

Se il team non usa l'automazione, non rende. Per la parte che riguarda le persone c'è la formazione del team.

La prova

Due processi veri, misurati mentre giravano, non a memoria.

  • Processo: presenza professionale

    Ventuno task schedulati al posto di tre ore al giorno

    Scrivere, pubblicare, commentare, misurare, ogni giorno. Automatizzato a blocchi, con la revisione umana dov'era necessaria. È un caso mio, misurato su di me, non una media di settore.

    • 21 task schedulati
    • 60+ ore in 3 settimane
    • 20 giorni su 21
  • Processo: aggiornamento del sito

    Togliere il fornitore dal percorso di ogni modifica

    Uno studio che per cambiare una riga doveva chiamare qualcuno, con un sito lento su mobile. Ricostruito su uno stack che il cliente aggiorna da solo.

    • PageSpeed sotto 40 → 98
    • 4,2s → sotto il secondo
    • aggiornamenti senza di me

Gli altri casi stanno nell'indice dei case study. Se il processo deve interpretare documenti e decidere, la pagina giusta è quella sui sistemi agentici.

Domande ricorrenti

Otto domande su costo, manutenzione e su cosa succede quando si rompe.

Quali processi aziendali conviene automatizzare per primi?

Quelli ripetitivi, con regole stabili e un output verificabile: report, passaggi di dati, controlli periodici, notifiche condizionate. Il criterio: si ripete almeno una volta a settimana, due persone lo farebbero allo stesso modo, esiste un modo oggettivo di dire che il risultato è giusto. Se manca uno dei tre, prima si sistema il processo.

Quanto tempo si recupera davvero?

Dipende dal processo: diffida di chi dà una percentuale prima di averlo guardato. Il mio caso più documentato è la presenza professionale: 21 task schedulati e 60+ ore recuperate in tre settimane, misurate su di me. Sul tuo processo il numero si stima nella call di scoping.

Usate n8n, Zapier o Make?

Se serve un orchestratore visuale che qualcuno in azienda deve poter aprire, lo strumento lo sceglie il caso. Il mio sistema personale non gira su n8n, Zapier o Make: è Claude su più runtime (job schedulati sul Mac, routine in cloud, Google Cloud, un box GPU locale, cron di Vercel) più script Python, sincronizzati da un bus di segnali in markdown.

Cosa succede quando un'automazione si rompe?

Prima o poi succede: fonti che cambiano formato, API nuove, credenziali scadute. Per questo ogni automazione consegnata ha scritto come fallisce, come te ne accorgi, cosa fa nel frattempo e chi viene avvisato.

Serve cambiare i gestionali che usiamo già?

Quasi mai. Si lavora sopra a quello che c'è, via API o esportazioni schedulate. Cambiare gestionale è un progetto a parte, con costi e rischi suoi.

Chi mantiene il sistema dopo la consegna?

Puoi farlo tu: file, procedura e codice restano in un repository tuo. Se preferisci che lo segua io, si concorda un perimetro con tempi di risposta realistici. Lavoro da solo: niente assistenza h24.

Quanto costa automatizzare un processo aziendale?

Dipende da quanti sistemi tocca il processo e da quanto va sorvegliato, non dal numero di passaggi. Si parte dalla call di scoping da trenta minuti a 97 euro, scalati dal preventivo se il progetto parte. I prezzi di consulenza e progetto stanno sulla pagina di prenotazione.

E la conformità? Automatizzare con AI ci espone a qualcosa?

Se nel processo entra un sistema AI, l'Art. 4 del Reg. UE 2024/1689, applicabile dal 2 febbraio 2025, chiede di adottare misure di alfabetizzazione per chi lo usa: è un obbligo di misure, non di risultato. L'Art. 50, per chi usa l'AI, riguarda casi precisi: deep fake, testi pubblicati per informare il pubblico su questioni di interesse pubblico, riconoscimento delle emozioni e categorizzazione biometrica. La banca dati UE riguarda i sistemi ad alto rischio. Per l'alfabetizzazione la misura che offro è la formazione AI in azienda. Non è consulenza legale: la validazione la fa il tuo legale.

Dove girano i modelli, come tratto i dati e cosa dice l’AI Act per un processo interno: Dati, modelli e AI Act.

Primo passo · trenta minuti

Porta il processo che ti pesa di più. Lo guardiamo prima di toccare strumenti.

Anche descritto male. In trenta minuti lo apriamo passaggio per passaggio: cosa si toglie, cosa si scrive, cosa automatizzare per primo. La mappa resta a te.