"Consulente AI Act" oggi vuol dire tutto e niente. C'è chi ti vende due call e una slide, chi ti manda un preventivo per un audit da diecimila euro, chi ti spiega il Regolamento riga per riga e ti lascia il lavoro operativo sul tavolo.
Qui il lavoro operativo È il servizio. Ti consegno i sette documenti che ti mettono in regola nel perimetro Limited Risk, personalizzati sui sistemi che usi davvero: Claude, ChatGPT, n8n, Make. Non ti spiego l'AI Act. Te lo implemento.
Adeguarsi all'AI Act, per un freelancer o una micro-PMI che usa strumenti generalisti, non è un progetto da mesi. È un perimetro preciso: mappare i sistemi AI che usi, classificarne il rischio, documentare chi è responsabile di cosa, e pubblicare quello che il Regolamento ti chiede di rendere trasparente. Cinque giorni lavorativi, dalla firma alla consegna.
Il costo è pubblico e fisso, non a preventivo. Foundation €890 per il setup tecnico-organizzativo standalone. Pro €2.500 quando serve la validazione legale firmata da un avvocato partner certificato, e quel tier è in waitlist finché la partnership non è formalizzata. Nessuno dei due è un retainer: paghi il kit, il kit è tuo. Se il tuo caso ricade nell'alto rischio Annex III, il kit standard non basta e te lo dico prima di incassare, non dopo.
Chi già ha in mano il proprio registro dei sistemi AI, la DPIA e la nota di trasparenza ha un vantaggio concreto su chi aspetta l'ispezione per accorgersene. Il punto non è "essere a norma sulla carta". È poter dire, davanti a un cliente o al Garante, chi usa cosa, dove sta scritto, e chi firma.
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