Il sistema, nei suoi file
01Scritto nel suo repo, versionato con git, portabile su qualunque modello. Nessun vendor da sposare.
Caso studio · Il Sistema · Blocco 1
Nel primo pilot ho consegnato la sessione del Sistema sul progetto reale di un cliente. Erano previsti 90 minuti, ne sono serviti circa 108. Qui c’è cosa è successo, quale parte del criterio abbiamo chiuso e quale resta aperta. Il cliente resta anonimo: non ho il consenso a usare il suo nome, quindi non lo uso.
90 pianificati, circa 108 reali. Sul progetto, con il cliente alla tastiera.
La stessa cartella ha retto anche cambiando vendor.
Una domanda chiusa. La seconda apre il blocco successivo.
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Il punto di partenza
Un cliente che usa l’AI nel lavoro. Il problema non era usare il modello: era rendere recuperabile lo stato del progetto anche da una sessione nuova, senza indicarle a mano il file giusto.
Il timore era concreto: cambiare strumento e perdere il contesto operativo accumulato. Abbiamo lavorato sul perimetro provabile: fatti del progetto nei suoi file, una routing esplicita e lo stesso recupero rilanciato su un secondo modello.
Cosa abbiamo fatto
Lo scheletro se l’era montato da solo, prima della sessione, col kit pre-sessione. Intervista fatta, CLAUDE.md e progetto già lì all’inizio della call. Così il tempo non è finito nel montaggio: lo abbiamo speso per vedere dove il file gli si gonfia addosso, dove la routing mente e come ripararla.
In sessione, con le sue mani sulla tastiera, abbiamo costruito quattro cose.
Le mani sono state sue quasi sempre. Io ho dato il criterio e gli ho mostrato dove avrebbe sbagliato, prima che sbagliasse.

La prova
Il criterio completo l’ho detto in apertura, come prima cosa: il Blocco 1 chiude quando un agente appena aperto, che non c’era mentre lavoravamo, risponde a due domande operative andando nei file giusti, davanti a lui, e dice da dove ha preso le risposte. Nessuno gli dice dove guardare.
Poi è arrivato il momento di provarci. Sessione nuova, zero contesto delle sessioni precedenti, la sua domanda operativa scritta lì sul momento.

E così è andata. L’agente è andato dritto nei file giusti, le decisioni salvate, la sintesi del progetto e il README, e ha risposto citando la fonte. Sotto i suoi occhi, non sulla mia parola.
Poi la parte che vende davvero: la stessa cartella, un modello di un altro vendor. Puntato allo stesso sistema tramite la convenzione AGENTS.md che rimanda al CLAUDE.md, il secondo modello ha fatto lo stesso recupero. Portabilità dimostrata, non raccontata. Il sistema non muore quando cambi strumento, e l’ha visto, non gliel’ho detto.
Onestà, perché è il punto del metodo
Il criterio pieno è due domande. In questa prima sessione ne abbiamo testata e passata una: sessione fresca più replica su un secondo modello. La seconda si chiude a inizio del blocco successivo, sul compito che si è portato a casa. Una su due, scritta com’è, senza gonfiarla. Se non lo scrivessi così, il criterio non varrebbe niente, ed è il criterio il prodotto.
Cosa gli resta
Non gli ho venduto il mio CLAUDE.md né i miei script: sono cablati sul mio caso. Abbiamo costruito il suo, che capisce riga per riga. È anche il motivo per cui domani lo migra dove vuole.
Scritto nel suo repo, versionato con git, portabile su qualunque modello. Nessun vendor da sposare.
Lo schema in tre parti [SEI] [COMPITO] [CRITERIO DI ACCETTAZIONE], che riusa da solo su ogni compito.
I prompt già scritti, salvati nel repo, pronti da rilanciare senza ripartire da zero ogni volta.
Entro 24 ore: cosa ha fatto, l’esito del criterio, cosa preparare per il blocco dopo.

È il Blocco 1 del Sistema
Il Blocco 1 è pianificato per 90 minuti. Nel primo pilot ne sono serviti circa 108. Le tue mani restano sulla tastiera e il criterio lo verifichi tu. Da €249.