Il sistema, nei suoi file
01Scritto nel suo repo, versionato con git, portabile su qualunque modello. Nessun vendor da sposare.
Caso studio · Il Sistema · Blocco 1
Il 21 luglio ho consegnato la prima sessione del Sistema: novanta minuti, 1-on-1, sul progetto reale di un professionista tecnico. Qui c’è cosa è successo e la prova che l’ho chiuso davanti a lui. Il cliente resta anonimo: nessun consenso a usare il suo nome, quindi non lo uso.
Il punto di partenza
Un professionista tecnico che usa l’AI tutti i giorni. Il problema non era usarla: era che tutto quello che aveva costruito viveva dentro le chat dei modelli. Ogni conversazione un pezzo di ragionamento, ogni finestra chiusa un pezzo che tornava difficile ritrovare.
Il timore era concreto: cambiare piano o cambiare strumento e ritrovarsi a ricominciare da capo. La conoscenza c’era, ma era opaca a lui il giorno dopo, e opaca a qualsiasi altro modello. Il punto è questo: il valore non stava nei modelli, stava nel non riuscire a tenerlo fermo da nessuna parte.
Cosa abbiamo fatto
Lo scheletro se l’era montato da solo, prima della sessione, col kit pre-sessione. Intervista fatta, CLAUDE.md e progetto già lì all’inizio della call. Così i novanta minuti non li abbiamo spesi a montare, ma sulla parte che vende: vedere dove il file gli si gonfia addosso e dove la routing mente, e ripararli.
In sessione, con le sue mani sulla tastiera, abbiamo costruito quattro cose.
Le mani sono state sue quasi sempre. Io ho dato il criterio e gli ho mostrato dove avrebbe sbagliato, prima che sbagliasse.

La prova
Il criterio l’ho detto in apertura, come prima cosa: il sistema è pronto quando un agente appena aperto, che non c’era mentre lavoravamo, risponde a una sua domanda operativa andando nel file giusto, davanti a lui, e dice da dove ha preso la risposta. Nessuno gli dice dove guardare.
Poi è arrivato il momento di provarci. Sessione nuova, zero contesto delle sessioni precedenti, la sua domanda operativa scritta lì sul momento.

E così è andata. L’agente è andato dritto nei file giusti, le decisioni salvate e la sintesi del progetto e il README, e ha risposto citando la fonte. Sotto i suoi occhi, non sulla mia parola.
Poi la parte che vende davvero: la stessa cartella, un modello di un altro vendor. Puntato allo stesso sistema tramite la convenzione agents.md che rimanda al CLAUDE.md, il secondo modello ha fatto lo stesso identico recupero. Portabilità dimostrata, non raccontata. Il sistema non muore quando cambi strumento, e l’ha visto, non gliel’ho detto.
Onestà, perché è il punto del metodo
Il criterio pieno è due domande. In questa prima sessione ne abbiamo testata e passata una: sessione fresca più replica su un secondo modello. La seconda si chiude a inizio del blocco successivo, sul compito che si è portato a casa. Una su due, scritta com’è, senza gonfiarla. Se non lo scrivessi così, il criterio non varrebbe niente, ed è il criterio il prodotto.
Cosa gli resta
Non gli ho venduto il mio CLAUDE.md né i miei script: sono cablati sul mio caso. Abbiamo costruito il suo, che capisce riga per riga. È anche il motivo per cui domani lo migra dove vuole.
Scritto nel suo repo, versionato con git, portabile su qualunque modello. Nessun vendor da sposare.
Lo schema in tre parti [SEI] [COMPITO] [CRITERIO DI ACCETTAZIONE], che riusa da solo su ogni compito.
I prompt già scritti, salvati nel repo, pronti da rilanciare senza ripartire da zero ogni volta.
Entro 24 ore: cosa ha fatto, l’esito del criterio, cosa preparare per il blocco dopo.

È il Blocco 1 del Sistema
Novanta minuti, le tue mani sulla tastiera, un agente fresco che alla fine sa dove guardare. Da €249. Il criterio lo verifichi tu.