AI Act e PMI: i tre documenti che determinano se sei in regola o a rischio sanzione
Guida operativa ai tre documenti AI Act per le PMI italiane prima della scadenza del 2 agosto 2026: registro sistemi AI, assessment del rischio, policy interna.
Cosa succede il 2 agosto 2026
Il 2 agosto 2026 è la scadenza principale del Regolamento UE 2024/1689 (AI Act) per la maggior parte degli obblighi che riguardano le imprese europee. Da quella data le norme si applicano ai sistemi AI ad alto rischio: chi non ha la documentazione in ordine è esposto a sanzioni e, soprattutto, a verifiche ispettive senza poter dimostrare compliance.
Non serve essere un'azienda tech. Basta usare l'AI per screening dei CV, scoring dei clienti o monitoraggio del personale per rientrare nella categoria di sistemi ad alto rischio ai sensi dell'Allegato III del Regolamento.
I 3 documenti che devi avere
Documento 1: Registro dei sistemi AI
Il registro è il punto di partenza. L'obiettivo è semplice: sapere esattamente cosa usi, a cosa serve, chi lo gestisce. Non esiste un formato obbligatorio fissato dal Regolamento, ma ogni registro utile deve coprire questi campi:
- Nome del sistema AI e fornitore.
- Scopo d'uso: a cosa lo utilizzi in azienda.
- Tipologia di dati trattati: personali, finanziari, sanitari o altro.
- Utenti interni: chi lo usa nell'organizzazione.
- Responsabile interno e data di adozione.
Un foglio Google Sheets o un documento Notion sono sufficienti. Quello che conta è averlo, tenerlo aggiornato e poterlo mostrare in caso di verifica.
Documento 2: Assessment del rischio
L'AI Act distingue quattro livelli: inaccettabile (vietato), alto rischio, rischio limitato, rischio minimo. Per la stragrande maggioranza delle PMI, la maggior parte dei tool rientra nelle categorie a rischio minimo o limitato e non richiede documentazione pesante.
I sistemi ad alto rischio che una PMI italiana potrebbe avere, secondo l'Allegato III del Regolamento:
- Sistemi AI per selezione o valutazione del personale (screening CV automatico, ranking candidati).
- AI per scoring creditizio o accesso a servizi finanziari.
- Sistemi di monitoraggio delle performance dei dipendenti.
Per ogni sistema ad alto rischio identificato, produci una valutazione che documenta: scopo del sistema, dati usati, rischi individuati, misure di mitigazione adottate.
Se non usi nessuno di questi sistemi, basta una dichiarazione scritta firmata dalla direzione: "Non utilizziamo sistemi AI ad alto rischio come definito dall'Allegato III del Regolamento EU 2024/1689." Breve, verificabile, sufficiente.
Documento 3: Policy interna uso AI
L'articolo 4 del Regolamento introduce l'obbligo di garantire un livello adeguato di alfabetizzazione AI tra chi usa i sistemi. In pratica questo si traduce in una policy interna che risponde a tre domande:
- Chi nella tua organizzazione può adottare nuovi tool AI? Come si approva l'adozione?
- Come vengono documentate le decisioni prese con il supporto dell'AI, specialmente se impattano su persone?
- Chi è il responsabile interno della compliance AI?
La policy non deve essere un documento da 50 pagine. Tre paragrafi che rispondono a queste domande, approvati dalla direzione e comunicati a chi usa AI in azienda, bastano come punto di partenza.
Come costruire i 3 documenti in meno di 3 ore
Un metodo pratico per partire subito:
- Elenca tutti i tool digitali che usi. Chiedi a Claude: "Quali di questi usano AI in modo sostanziale?" In 10 minuti hai la base del tuo registro.
- Per ogni sistema identificato: nome, fornitore, scopo in un documento strutturato.
- Controlla se uno rientra nell'Allegato III. Se sì, scrivi l'assessment. Se no, firma la dichiarazione di esclusione.
- Prendi un template di policy interna, adattalo alla tua struttura, fai firmare dalla direzione.
Il tempo dipende da quanti tool AI usi. Per una PMI di 5-15 persone con 3-5 tool, bastano 2-3 ore per avere la documentazione base pronta.
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Il 2 agosto non è un'ipotesi. È una scadenza nel Gazzetta Ufficiale UE.