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Cover Editorial Paper — il semaforo dava sempre verde perché guardava dalla parte sbagliata

Diario di Bordo — Settimana 26: il semaforo dava sempre verde perché guardava dalla parte sbagliata

30 agosto 2026|4 min di lettura|Giovanni Liguori

Il 29 agosto sono andato a controllare una cosa di manutenzione, quasi noiosa: quanti blocchi di aggiornamento avesse in testa il file di istruzioni del mio sistema. C'è una regola che ne ammette due, firma inclusa, e un controllo automatico che ogni notte li conta e si lamenta se sono troppi. Il controllo diceva che erano due. Ne ho contati otto a mano.

La spiegazione non era che l'header fosse pulito. Il controllo conta le righe che iniziano in un certo modo, con i prefissi che usavo mesi fa. I blocchi aggiunti più di recente iniziano in un altro modo, con parole diverse, e la sua ricerca per prefisso non li vede. Nessuno ha barato di proposito. Ho solo scritto i blocchi nuovi con un'intestazione diversa, e da quel momento il conteggio ha smesso di corrispondere alla realtà. Il gate passava per convenzione di forma, non perché la forma fosse rispettata.

Questo controllo è uno dei guardiani deterministici che tengo perché girino ogni notte senza di me: sono la parte noiosa e indispensabile dell'impalcatura attorno al modello, quella che blocca prima che una cosa sbagliata venga scritta. Servono. Ma questo qui aveva un modo di guasto preciso, ed è quello che mi porto dietro dalla settimana: un gate che riconosce la forma dell'etichetta invece della cosa che dovrebbe limitare non misura quella cosa. Premia chi conosce la convenzione. È scritto anche in una regola del mio sistema che avevo dato per acquisita: chi conosce il gate ottimizza per il gate, e la sostanza la verifica qualcuno che il gate non lo conosce.

La stessa lezione l'avevo già incrociata pochi giorni prima, su un altro guardiano. Un controllo deve impedire che una cartella di lavoro finisca dentro una directory versionata, perché il commit notturno raccoglie per cartelle e si porta dentro da solo quello che ci trova. La prima volta l'avevo chiusa così: una riga che ignorava quella cartella per nome. Qualche giorno dopo la cartella si chiamava in un altro modo, e sarebbe passata liscia. Ignorare per nome chiude l'incidente singolo. La classe la chiude solo un controllo sulla forma della cosa, non sul suo nome.

Messe in fila, le due cose dicono lo stesso: un controllo deterministico è necessario, non è mai sufficiente. È bravissimo a dire sì o no in fretta e sempre allo stesso modo, ed è esattamente per questo che va sorvegliato. Se il criterio con cui decide è il nome o il prefisso o la lunghezza, prima o poi qualcuno, anche in buona fede, scrive qualcosa che ha la forma giusta e la sostanza sbagliata, e il gate lo lascia passare felice.

Nel giro di quei due giorni ho corretto il conteggio, così smette di dipendere da come inizio a scrivere un blocco, e ho riportato l'header ai due blocchi che la regola vuole, spostando i sette più vecchi nell'archivio dove restano leggibili. La correzione vera però non è la riga di codice. È aver spostato il criterio dal nome alla cosa: il controllo adesso guarda la struttura, non l'intestazione che ho scelto io.

Onesto fino in fondo, perché è metà del punto. La parte verificata è questa: ho letto la ricerca per prefisso e i blocchi che non intercettava, il difetto era lì e l'ho corretto. Quello che invece resta un'ipotesi è quanto sia diffuso. Ne ho trovato uno perché sono andato a guardare quel file in particolare. Non so quanti degli altri guardiani che eseguo ogni notte decidano sulla forma invece che sulla sostanza. Non ho un numero, ho un sospetto, e un sospetto onesto vale più di una rassicurazione che non ho verificato.

Non è una storia con la morale in fondo. È il lavoro normale di chi tiene in piedi qualcosa che gira da solo: ogni tanto vai a leggere un semaforo che dava sempre verde e scopri che era verde perché guardava dalla parte sbagliata. Meglio accorgersene di sabato, contando otto blocchi a mano, che scoprirlo il giorno in cui il semaforo verde aveva lasciato passare qualcosa che non doveva.

Settimana 26: 24-30 agosto 2026.

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